Rispetto per gli animali e responsabilità verso il creato, ma senza confondere la loro condizione con quella dell’uomo. È la linea indicata dal Vaticano nel documento della Commissione teologica internazionale Quo vadis, humanitas? Pensare l’antropologia cristiana di fronte ad alcuni scenari sul futuro dell’umano, pubblicato il 4 marzo con l’approvazione di Papa Leone XIV.
Il testo, che riflette sulle sfide poste dalle trasformazioni tecnologiche e culturali contemporanee, contiene anche una riflessione sul rapporto tra gli esseri umani e le altre creature.
Salva un randagio malato per strada, poco dopo il cane Dick riappare nel giorno più felice della sua vita
La tradizione cristiana, afferma il documento, invita a uno sguardo positivo verso il creato e alla custodia degli animali: “Secondo la Sacra Scrittura, le altre creature meritano uno sguardo positivo, degno di custodia e di rispetto, in particolare gli animali in quanto esseri viventi e senzienti”, si legge. “L’essere umano, sebbene si trovi al centro della creazione, non può capire sé stesso se non si scopre situato nel contesto delle altre creature e unito ad esse”.
Allo stesso tempo, i teologi scrivono: “Occorre però evitare gli eccessi di certe società avanzate, soprattutto in Occidente, che tendono a considerare alcuni animali, soprattutto domestici, quasi come persone. Bisogna evitare le tentazioni reciproche di ‘umanizzare gli animali’ e di ‘ridurre gli esseri umani ad animali’”.






