TREVISO - Da una parte il ritorno dell'ispettore Stucky sul piccolo schermo, dall'altra una rassegna che prova a interrogare il rapporto tra cinema, paesaggio e città. Nelle prossime settimane Treviso si troverà contemporaneamente dentro e fuori lo schermo: set televisivo per una serie che ha già conquistato il pubblico e luogo di riflessione su come il cinema guardi al territorio e li trasformi in materia viva di racconto. La televisione tornerà infatti presto a occupare strade e piazze del centro storico. Dopo il buon riscontro ottenuto dalla prima stagione, la serie dedicata all'investigatore nato dalla penna illustre dello scrittore veneto Fulvio Ervas si prepara a tornare sul set con una seconda stagione.
Le nuove riprese partiranno nelle prossime settimane e arriveranno anche a Treviso tra aprile e maggio, riportando in città troupe, attori e tecnici. Il volto del protagonista resterà quello di Giuseppe Battiston, ormai indissolubilmente legato all'ispettore Stucky. Nei romanzi di Ervas e ora nella versione televisiva il personaggio si muove lontano dagli stereotipi del poliziesco classico: investigatore curioso, ironico, più incline all'osservazione che all'azione spettacolare, capace di attraversare osterie, quartieri e campagne con uno sguardo insieme disincantato e affettuoso. In questo universo narrativo la città non è semplice sfondo ma presenza attiva. Le piazze, i portici, i bar e i quartieri della Marca diventano parte della trama, contribuendo a costruire quell'atmosfera sospesa tra provincia, memoria e mistero che caratterizza le storie di Stucky. Anche per la nuova stagione la produzione torna quindi a utilizzare Treviso come uno dei principali scenari delle indagini.






