Il 27 novembre 2025, a Brema, mentre il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Josef Aschbacher, annunciava il budget più alto mai raccolto nella storia dell’Esa – 22,07 miliardi di euro sottoscritti dai 23 paesi membri per il triennio 2026-2028 – sarebbe stato legittimo celebrare il risultato. “Avete scritto la storia”, aveva commentato Aschbacher.A qualche mese di distanza e a fronte di report e analisi, è non meno legittimo chiedersi se la sottoscrizione record sia sufficiente per raccontare lo stato di salute dello Space in Europe. A leggere i dati, la risposta sintetica è che dipende da cosa (e come) si guarda. Il settore spaziale è un sistema complesso, fatto di strati sovrapposti – manifattura, lanci, servizi abilitati, backbone e reach – che obbediscono a logiche economiche diverse. Confonderli significa, non di rado, raccontare storie opposte usando gli stessi numeri.Il campanello d’allarme di ASD EurospaceA sollevare il problema è Pierre Lionnet, research and managing director di ASD-Eurospace, l’associazione di categoria dell’industria spaziale europea, in un articolo pubblicato su The Space Republic qualche settimana fa. Il titolo è esplicito: Where are the profits of the space industry?. Costruita su un campione di 61 aziende, che rappresenta circa il 70% del giro d’affari spaziale europeo, la risposta è scomoda: nel 2023, su 61 aziende analizzate, solo 19 registravano un risultato operativo positivo.Secondo Lionnet, le perdite aggregate del campione ammontavano a 1,5 miliardi di euro a fronte di ricavi spaziali per 8,3 miliardi. Il tutto in un contesto nel quale i tassi di profitto – misurati sull’EBIT, cioè sugli utili prima degli interessi e delle imposte – nei grandi gruppi oscillavano storicamente tra il 3% e il 7% negli anni pre-pandemia, ma con una traiettoria in progressivo peggioramento.A far scattare l’indagine era stato il colosso Airbus Defence and Space, che nell’aprile del 2024 ha emesso un profit warning annunciando una perdita di 900 milioni sui ricavi spaziali del 2023, pari all‘11% dell’intero fatturato del settore europeo.“Se Airbus era in difficoltà, chi non lo era?”, si chiede Lionnet. Estesa l’indagine alle piccole e medie imprese (pmi), il risultato non autorizzava un maggiore ottimismo: per le pmi attive nei programmi spaziali europei, il ritorno sugli investimenti era scivolato da un 4% abbondante nel 2015 al 3% nel 2023.Una renderizzazione del satellie Aeolus, dell'Agenzia spaziale europea
Space economy europea: l'Esa raccoglie più di 22 miliardi, ma l'industria non sembra guadagnarci
L’industria spaziale cresce in ricavi, ma i margini delle manifatture restano compressi. Per un sistema complesso come questo, un solo indicatore non è sufficiente per farsi un'idea







