ABrema si sta decidendo il futuro dell’Europa nello Spazio. I ministri dei 23 paesi membri dell’Agenzia spaziale europea e degli stati cooperanti sono al tavolo della Ministeriale Esa CM25non solo per approvare la “lista della spesa” con i desiderata dell’Agenzia per i prossimi tre anni – la richiesta è la più alta di sempre, 22,2 miliardi di euro – ma anche per vidimare la visione racchiusa nella Strategy 2040, il documento che ha individuato nella protezione della Terra, nell’esplorazione dello Spazio, nell’autonomia e resilienza e nel miglioramento della competitività i pilastri programmatici del futuro.

Il momento del passaggio di consegne tra la ministra tedesca Dorothee Baer e il ministro italiano Alfredo Urso che segna l’inizio della presidenza italiana al Consiglio ministeriale dell’Agenzia spaziale europea

L’incontro, tra l’altro, ci riguarda molto da vicino, perché segna il passaggio di consegne tra la presidenza tedesca e quella italiana, che parte oggi con il ministro Adolfo Urso alla guida dei lavori e che durerà fino alla prossima Ministeriale del 2028. Gli obiettivi individuati dall’Agenzia appaiono sempre più indispensabili a fronte di un contesto geopolitico in rapida evoluzione e dell’aumento di investimenti globali nello spazio, settore in cui il vecchio continente rischia di restare indietro: al momento, la spesa pubblica europea per lo spazio è circa lo 0,07% del Pil, 15 euro l’anno per cittadino, mentre gli Stati Uniti, come ha ricordato Josef Aschbacher, direttore generale Esa, ne spendono quasi 220. Un divario che va ridotto al più presto, per evitare che il ruolo dell’Europa sia relegato a quello di aerostoppista di Musk e colleghi.