La Regione Piemonte e la Città della salute sono, da ieri, ufficialmente costituite parti civili al processo che vede imputati sedici manager e direttori generali della stessa Città della Salute. Lo ha stabilito ieri il tribunale, al processo che entrerà nel vivo, probabilmente, alla prossima udienza. Erano stati gli stessi enti, in primis la Regione Piemonte, assistita dall'avvocato Alessandro Mattioda, a chiedere la costituzione.
I buchi nei bilanci della Città della salute
La maxi inchiesta, coordinata dai pm Giulia Rizzo e Mario Bendoni, ha portato alla luce un decennio di bilanci in rosso all'ospedale Molinette. E ancora, buchi nei conti, crediti non incassati. Relazioni con omissioni e imprecisioni, non è ancora chiaro se volute o fatte senza dolo. Mentre il processo è in corso, la procura continua a indagare su altri due filoni. Il bilancio del 2024 - c'è un fascicolo aperto senza ipotesi di reato né indagati - e i rapporti tra Città della Salute e alcune cliniche private di Torino.
Il cavillo che può far ripartire da zero il processo
Ieri le difese, in udienza, i giudici hanno invece respinto la domanda della Regione Piemonte (e di Città della salute) di essere esclusa come responsabile civile, rinviando la questione all'esito del dibattimento. Se ne parlerà dunque, presumibilmente, tra un anno. Le difese hanno poi sollevato un'altra eccezione, relativa al capo di imputazione. Sarebbe, secondo gli avvocati degli imputati, «generico» e «impreciso».






