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7 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:21
Inizialmente non aveva escluso l’invio di truppe. Poi, la rettifica: mandarle boots on the ground non è necessario. Anzi: è una “perdita di tempo perché hanno perso tutto. Hanno perso la loro Marina. Hanno perso tutto quello che potevano perdere”. Chi parla dei soldati americani è Donald Trump, mentre gli Stati Uniti contano le prime sei vittime. Erano tutti riservisti assegnati al 103° Comando di Sostegno, specializzato nel rifornimento alle truppe di cibo ed equipaggiamenti: sono morti domenica quando un drone ha colpito un centro di comando a Port Shuaiba, in Kuwait, all’indomani dell’attacco al Paese islamico che ha risposto con missili e droni verso Israele e diversi Stati arabi del Golfo che ospitano le forze armate Usa. La retorica sui militari caduti resta per il capo della Casa Bianca un nervo scoperto: già nei primi giorni di conflitto con l’Iran la questione delle vittime connazionali ha messo in difficoltà lui e la sua amministrazione. Proprio lui, che si proponeva come il presidente pacificatore, contrario all’avvio di nuove guerre e pertanto, sempre a suo giudizio, legittimo candidato al Nobel per la pace. Oggi, invece, la Casa Bianca pubblica video dei bombardamenti con ‘Macarena’ in sottofondo, oltre a parlare dei suoi morti come fattore inevitabile di una guerra.








