Ha costruito un macchinario capace di raccogliere in quindici minuti oltre 200 parametri del corpo umano. Ha assemblato una sequenza di strumenti che misurano respiro, sangue, battito cardiaco, urine, vista, cervello, pressione, temperatura, muscoli, postura, superficie della pelle e molto altro. L’obiettivo è semplice e ambizioso al tempo stesso: individuare marcatori non invasivi di malattie, a partire dai tumori.

Lui è Cristian Fracassi, e se il suo nome vi dice qualcosa è perché durante la pandemia il suo ingegno ha fatto il giro del mondo. È l’ingegnere che a marzo 2020 ha trasformato le maschere da snorkeling in maschere respiratorie grazie a una valvola stampata in 3D. Due anni dopo, nel novembre 2022, ha progettato protesi low cost per i mutilati di guerra in Ucraina. E ora una nuova sfida: si chiama Diana, Diagnostic non-invasive analysis. Una cabina intelligente capace di condurre il paziente in completa autonomia e di fornirgli in pochi minuti un quadro fisiologico a 360 gradi.

Paolo De Coppi, il chirurgo pediatrico che opera i bambini prima della nascita

03 Gennaio 2026

L'idea nasce quasi per caso. Un giorno un ricercatore dell’Istituto Tumori di Milano lo chiama con una richiesta insolita: «Mi aiuti a sviluppare una sacca per il respiro? Stiamo analizzando il fiato dei pazienti e ci siamo accorti che riusciamo a correlare alcuni dati e a individuare tumori della testa, del collo e del seno”.