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Chiarimenti sul traffico telefonico di Andrea Sempio la mattina in cui fu uccisa Chiara Poggi: che significato avevano gli squilli agli amici

Raccontare il delitto di Garlasco significa, tra le altre cose, calare la narrazione in un tempo preciso, un tempo del passato, poco meno di 20 anni fa. Al netto di tutti i misteri e i nodi ancora da sciogliere, che sono oggetto dell’attuale indagine partita un anno fa, si torna a parlare della mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui Chiara Poggi fu uccisa nella sua casa. Per il delitto è stato condannato il fidanzato Alberto Stasi nel 2015.

Così l’indagato Andrea Sempio, per il quale è stato ipotizzato l’omicidio in concorso con Stasi o con ignoti, torna a spiegare i “movimenti” telefonici e non solo di una giornata più volte ripercorsa negli ultimi dodici mesi. “Io quella mattina mi sono svegliato, sono andato a Vigevano per andare in una libreria, l’ho trovata chiusa, ho fatto un rapido giro della piazza e sono tornato a Garlasco, da mia nonna. Sono stato lì una mezz'oretta, dopo ho ricevuto una chiamata di mia madre che mi richiamava a casa per mangiare. Quando hanno sentito mia nonna, lei ha ripetuto questa cosa e ha ripetuto più volte che lei mi aveva chiesto di restare a pranzo, ma io non volevo restare”, ha spiegato in un’intervista rilasciata a Claudia Marchionni per Quarto Grado.