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Ultimo aggiornamento: 17:34

Ci sono voluti più di due anni e mezzo di attesa, un’inchiesta giornalistica e, soprattutto, una denuncia depositata in Procura. Ma alla fine, il “miracolo” si è compiuto. Il Garante per la Privacy si è improvvisamente risvegliato dal suo torpore e ha calato una scure da 1,25 milioni di euro complessivi sulle teste di ITA Airways e Alitalia in Amministrazione Straordinaria. Il motivo? Un travaso illecito e massivo di dati personali dei dipendenti, avvenuto di nascosto e senza consenso, nei frenetici giorni del passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova compagnia di bandiera.

La tempistica di questa decisione è quantomeno singolare e racconta molto dei palazzi romani. Tutto inizia il 18 luglio 2023, quando Antonio Amoroso, segretario nazionale della Cub Trasporti ed ex dipendente Alitalia, invia una segnalazione al Garante. Amoroso denunciava un fatto gravissimo: Alitalia aveva “consegnato” a ITA i fascicoli personali di tutti i dipendenti del comparto Aviation, completi di stipendi, carichi familiari e persino dettagli su vecchi contenziosi e reintegre giudiziarie. Per 853 giorni il reclamo è rimasto a prendere polvere nei cassetti dell’Authority guidata da Pasquale Stanzione. Un’inerzia palese, documentata dal Fatto Quotidiano nel novembre 2025, che faceva notare come il Garante fosse stato capace di sanzionare trasmissioni tv come Report in tempi record, ignorando invece il destino di migliaia di lavoratori. Davanti a questo muro di gomma, il 17 novembre 2025 il sindacato ha deciso di varcare la soglia della Procura della Repubblica di Roma, depositando un esposto contro le omissioni e i ritardi dell’Authority. Ebbene, a pochi mesi di distanza dall’articolo e dall’esposto, ecco il provvedimento numero 152 datato 4 marzo 2026: 1 milione di euro di multa a Ita e 250mila euro ad Alitalia.