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6 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:49

Il 10 marzo Parigi ospita il secondo summit internazionale sul nucleare civile. A una settimana dal discorso di Brest sul rafforzamento della deterrenza nucleare francese, con un possibile coordinamento più stretto con i partner europei, e l’aumento delle testate nucleari, in un contesto di crescente tensione internazionale, Emmanuel Macron torna dunque a parlare di atomo, questa volta nella sua dimensione “pacifica”. Di fatto, nella visione strategica dell’Eliseo le due dimensioni sono complementari: “Senza nucleare civile non c’è nucleare militare e senza nucleare militare non c’è nucleare civile”, aveva detto Macron già nel dicembre 2020, in un lungo discorso pro-nucleare al sito industriale di Framatome. Discorso in cui aveva annunciato al tempo stesso investimenti per lo sviluppo di piccoli reattori modulari di nuova generazione, più “verdi”, e la costruzione della futura portaerei a propulsione nucleare che dal 2038 sostituirà la Charles de Gaulle, proprio in questi giorni schierata nel Mediterraneo orientale a fini difensivi nel conflitto tra Israele-Stati Uniti e Iran.

Martedì prossimo, saranno riuniti alla Seine Musicale, la sala di concerti dell’Île Seguin, poco fuori Parigi, una sessantina di Paesi, organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie e aziende del settore. Sono attesi capi di Stato e di governo, i vertici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Il summit punta, secondo fonti dell’Eliseo, a “creare un nuovo slancio con l’insieme dei Paesi presenti per riconoscere il nucleare come elemento di primo piano della transizione energetica che contribuisce alla decarbonizzazione del sistema energetico nel suo complesso”. L’obiettivo è trasformare in “road map concreta e condivisa” l’impegno assunto alla COP28 di Dubai del 2023 da una trentina di Paesi: triplicare la capacità nucleare nel mondo entro il 2050.