Ozzy Osbourne ha vissuto la vita selvaggia e turbolenta tipica di una rockstar, ma i suoi ultimi giorni sono stati caratterizzati da una routine tranquilla e pacifica. A rivelarlo è il figlio quarantenne Jack Osbourne, ospite mercoledì 4 marzo del podcast Hate to Break It to Ya di Jamie Kennedy, dove ha raccontato che il 22 luglio, giorno in cui il padre è morto all’età di 76 anni, è iniziato come un giorno qualsiasi.
L’ultima mattina: la colazione e l’addio improvviso
Il racconto di Jack restituisce un’immagine intima e serena delle ultime ore del leader dei Black Sabbath. “È stato pochi giorni dopo il mio ritorno che è mancato”, ha spiegato Jack durante il podcast. “Anche la mattina in cui è morto… non è stato per niente drammatico. Si è alzato, ha fatto le sue cose, ha fatto colazione, e questo è stato tutto”. La causa ufficiale della morte di Osbourne è stata un arresto cardiaco, con il morbo di Parkinson (diagnosticatogli nel 2003) tra i fattori scatenanti. Nonostante le sue condizioni di salute fossero note, Jack ha ammesso che la rapidità del decesso è stata “sicuramente una sorpresa”. “Ovviamente tutti sapevano che era malato, ma non era… Si stava davvero preparando per lo spettacolo finale dei Black Sabbath, quindi si allenava molto e si muoveva. Era carico”, ha continuato Jack. “Ma sì, non ci aspettavamo che fosse così veloce. Penso solo che avesse finito… Credo che abbiamo una scelta, fino a un certo punto”.






