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D'Alema da premier appoggiò i raid sulla Serbia e Renzi diede l'ok alle basi Usa

La sinistra rinnega l'atlantismo in nome della linea anti-Meloni. Pur di attaccare il governo, il Pd si copre di ipocrisia. Massimo D'Alema (foto in alto a destra), uno dei simboli della sinistra italiana e padrino politico di Elly Schlein, sentenzia dall'alto del proprio curriculum (presidente del Consiglio, leader di partito e ministro degli Esteri): "Giorgia Meloni ha trascinato l'Italia dalla parte sbagliata del mondo". E quale sarebbe la parte giusta del mondo? Per l'ex presidente del Consiglio garantire l'asse tra Roma e Washington, non rinnegare l'alleanza atlantica, essere nell'alveo delle democrazie occidentali, è sbagliato.

Certo, D'Alema si troverebbe in famiglia tra Putin, Maduro e XI Jinping. Alla foto con Trump e Starmer, D'Alema preferisce la cartolina ricordo di Pechino del 3 settembre scorso, quando si celebrava la parata militare per l'80° anniversario della vittoria cinese nella Seconda Guerra Mondiale. L'ex presidente del Consiglio si lasciava immortalare con Putin e Xi Jinping. Il dittatore russo ha ordinato l'aggressione alla sovranità dell'Ucraina. Il collega di Pechino ha accerchiato con la flotta cinese l'isola di Taiwan. Eppure, D'Alema respirava profumo di pace. Eccola la sinistra che rinnega le alleanze e va a braccetto con dittatori e autocrati.