Sicurezza, spostamenti, logistica.

Sono questi gli argomenti principali sul tavolo in vista delle Paralimpiadi, al via venerdì con la Cerimonia d'Apertura organizzata all'Arena di Verona. La situazione in Medio Oriente viene "monitorata attentamente" dal Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) che punta a garantire "Giochi sicuri, protetti e spettacolari". Ma il Cip, per voce del presidente Marco Giunio De Sanctis in un'intervista all'ANSA, evidenzia i "danni evidenti e rilevanti" causati dall'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran.

Da una parte c'è l'obbligo di garantire la "tutela di tutti" i partecipanti, ragione per cui la "vigilanza sarà aumentata" perché "la sicurezza è un problema serio"; dall'altra, non meno rilevante, c'è la "paura", "l'ansia" e "l'apprensione" degli atleti, unita alla difficoltà di raggiungere l'Italia dall'Oriente del mondo, con il blocco aereo in scali strategici come quelli del Golfo. Molte nazionali - ma non tutte - si trovano però già in Europa per i ritiri e gli allenamenti, quindi il rischio flop sul numero dei partecipanti (665 totali) è quantomeno scongiurato. Ma il pericolo è che tanti leader di Stato "decidano di non venire più", togliendo così visibilità e prestigio ai Giochi, potente simbolo di inclusione sociale per l'oltre miliardo di persone affette da disabilità nel mondo.