Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:52 del 4 Marzo
Non volantini per strada, non azioni contro i grandi inquinatori. Per Matteo Pizzi, giovane educatore professionale residente a Cremona, l’attivismo ha preso il volto di un bosco da curare ogni giorno perché le api possano trovarvi ristoro.
“Sono affiliato a Greenpeace Italia dal 2019, abbiamo fondato un gruppo locale perché a Cremona non c’era”, spiega. “Dopo la pandemia, purtroppo, abbiamo perso alcune persone per causa lavorative o familiari, così abbiamo deciso di dedicarci al Bosco delle Api, insieme alla cooperativa sociale per cui lavoro e che offre servizi per la disabilità.
Matteo e il suo gruppo ottengono un terreno in comodato d’uso dal Comune e cominciano a lavorarci, con l’aiuto di un tecnico agronomo. “L’idea è stata quella di ricreare in una dimensione più piccola, circa mezzo ettaro, un bosco con tutti i suoi sottolivelli favorendo quelle essenze utili agli insetti impollinatori come le api”, racconta l’educatore. “Oltre alle siepi, ci sono anche due macro-zone, un frutteto dove ci sono alberi di ciliegia, mela, melograni, e una zona più boschiva con piante ad alto fusto. Poi ci sono delle radure, con arbusti, piante aromatiche, insomma è una sorta di bosco-giardino”.






