Non solo Iran, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Libano. La lista di Paesi dove si sconsiglia di avventurarsi per ragioni di sicurezza o logistiche si fa sempre più lunga e comprende nazioni sempre più vicine, come la Turchia, nonché tradizionalmente mete di viaggi, come le Maldive o l’Egitto. E il rischio che il conflitto in corso in Medio Oriente si allarghi ancora di più rispetto a quanto non sia già accaduto è concreto. Da Dubai in poi, d’altronde, è stato chiaro che nulla sarà come prima, almeno per un po’. Che non si può più sognare di visitare un luogo, fare i biglietti, preparare la valigia e andare quasi ovunque, anche per pochi giorni. Come sottolineato da Astoi, l’associazione dei tour operetor italiani aderente a Confindustria, in questi giorni si è dovuto far fronte a due emergenze: “Quella dei clienti presenti nei paesi del Golfo Persico – e che stanno via via rientrando o attendono di poter rientrare – e quella che include clienti che stanno trascorrendo o hanno già terminato la propria vacanza in un altro paese, non oggetto della crisi, ma che, volando con vettori del golfo, non possono rientrare in Italia”. Sono stati cancellati centinaia di voli. La Farnesina, infatti, proprio in queste ore, ha seguito la partenza di due aerei da Mascate, in Oman, diretti a Fiumicino, con a bordo un totale di circa 350 passeggeri e quella, prevista, da Malé, capitale delle Maldive, di altri due voli diretti rispettivamente a Fiumicino e Malpensa. Il ministero degli Esteri invita quindi alla massima cautela, anche nella scelta delle destinazioni e questa è una realtà che non si cancella con l’arrivo di primavera, vacanze di Pasqua e una serie di ponti da sempre occasione per viaggiare. Si potrà farlo ancora? Probabilmente sì, ma molti Paesi sono off limits, altri comportano dei rischi, nel migliore dei casi della cancellazione del volo.