Aprile. Il risveglio della bella stagione e quella voglia di partire che sboccia con la primavera, complici le belle giornate ma soprattutto le attese festività pasquali e i ponti del mese, i primi sprazzi di libertà dopo le vacanze di Natale, ormai un ricordo lontano. Quello che è sempre stato un periodo dell’anno molto florido per il turismo nazionale e internazionale, registra un brusco ridimensionamento a causa della crisi in Medio Oriente. A risentirne maggiormente sono i viaggi a lunga tratta verso l’Asia, il Sud-Est Asiatico e l’Oceania, aree che nei collegamenti tra Europa e Oriente utilizzano come scali gli hub interessati dal conflitto, gli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi. Ma secondo i dati emersi, ne risentirebbero in minima parte anche le destinazioni più vicine, gioco forza il rincaro dei biglietti aerei, così l’impatto che questa incertezza geopolitica gioca sulla sfera emotiva di tanti viaggiatori: l’insicurezza e la paura dell’imprevisto.
La crisi ha avuto conseguenze rilevanti sul piano organizzativo per gli addetti ai lavori del settore turistico e alcuni operatori stanno già intervenendo per proporre alternative valide ai loro clienti, tentando di far fronte ad un’inversione di marcia da parte di chi desidera disdire o ripianificare il viaggio. Dall’inizio delle ostilità a oggi, secondo i dati comunicati dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, su un campione di 681 agenzie di viaggio, si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico complessivo che raggiunge già quasi 100 milioni di euro in queste prime settimane dall’inizio del conflitto. Come si legge nella nota dell’Associazione: “Il fenomeno non si è limitato alle partenze previste nei giorni immediatamente successivi all’avvio del conflitto, ma ha coinvolto anche viaggi programmati per i prossimi mesi. A essere interessate non sono solo le destinazioni direttamente coinvolte dalla crisi e quelle limitrofe, ma anche numerose mete di lungo raggio, in particolare in Asia, Sud-Est Asiatico e Oceania, aree che nei collegamenti tra Europa e Oriente utilizzano come hub strategici gli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi”.













