TREVISO - «Quell’uomo ha rovinato la vita a me e a mia sorella. È un manipolatore. Ho anche tentato il suicidio per quello che mi ha fatto e per quello che ha fatto a mia sorella». Poche parole per sintetizzare quello che due ragazze di 24 e 21 anni hanno raccontato in quasi tre ore di testimonianza in aula, protette da un paravento per non guardare in faccia quello che per anni è stato il loro incubo. Quell’uomo che invece di far loro da padre (o meglio patrigno, ndr) si è trasformato in tutt’altro. Soprattutto per la sorella maggiore, per quasi due anni costretta a subire rapporti sessuali completi da quando ne aveva appena 13. Sotto accusa, difeso dagli avvocati Remo Pannain e Simona Carolo, è un 65enne che all’epoca dei fatti contestati ne aveva una decina di meno. «Non ti azzardare a guardare indietro» ha detto ieri mattina la madre delle giovani, presente in aula, quando l’imputato ha cercato di incrociare lo sguardo con le due vittime. Un momento di tensione spento dalle tre giudici del collegio e dai difensori.
Vista la delicatezza del caso, il processo si è celebrato a porte chiuse per volere delle parti. Davanti al collegio del tribunale di Treviso sono sfilati diversi testimoni, ma i racconti più significativi sono stati quelli delle due vittime, che si sono costituite parte civile con gli avvocati Anna Baggio e Ombretta Mazzariol. La vicenda, processualmente abbastanza complessa, viene collocata a livello temporale a partire dal 2014, quando il 65enne secondo l’accusa ha iniziato a "corteggiare" la figlia più grande della propria compagna. Un interessamento che va avanti per un anno fino a quando l’adolescente, allora 13enne, manipolata dalle avances del patrigno, ha iniziato ad avere una relazione di tipo sessuale con lui. Due anni più tardi, però, quelle attenzioni sono state rivolte alla sorella più piccola di tre anni, da quando ne aveva 12. «Si dimostrava un uomo con due personalità - l'aveva descritto la più giovane, che oggi ha 21 anni, in sede di denuncia - Da un lato era gentile e molto attento tanto da organizzare delle belle vacanze tutti insieme. Si rendeva disponibile anche ad accompagnarmi e venirmi a prendere quando volevo andare fuori con gli amici». Dall'altro però ci sarebbe stato il mostro che in più occasioni, secondo l'accusa, ha tentato di toccarla in varie parti del corpo e, compiuti i 14 anni, le ha lasciato intendere di volere dei rapporti completi.






