TREVISO - Il convivente a processo per atti sessuali compiuti nei confronti delle due figlie minorenni della donna con cui condivideva lo stesso tetto, nell’hinterland trevigiano. La prima vittima era stata la sorella più grande, che oggi ha 24 anni, ma che era stata presa di mira dal patrigno quando aveva solo 13 anni e frequentava la terza media. Era stata indotta a scambi di baci, carezze e altri atti sessuali con l’uomo, che oggi ha 65 anni, fin da quando aveva 13 anni. Poi, quando la ragazzina aveva compiuto 15 anni era iniziati i rapporti completi. Lei era diventata l’amante dell’uomo che conviveva con la madre, e si era protratta per anni, fino al dicembre del 2019. La minorenne si era innamorata del patrigno e quando la storia era emersa, anche perchè il fidanzatino della ragazzina l’aveva capito e la pressava perchè lo lasciasse, lei aveva ingurgitato una manciata di pillole per farla finita.

L’oscuro intrigo è venuto alla luce perchè, ad un certo punto, l’uomo ha messo gli occhi anche sulla sorellina di tre anni più piccola. Tutto era cominciato un giorno in cui i due si trovavano in auto insieme. Lei aveva 12 anni e il patrigno avrebbe cominciato a molestarla, facendole una serie di complimenti e poi toccandola, prima sopra i vestiti, poi infilando le mani ovunque. Una pratica che era continuata finchè la piccola non aveva compiuto 14 anni. A quel punto il patrigno le aveva detto che aveva “l’età del consenso” e le aveva chiesto di avere un rapporto sessuale completo. La ragazzina si era spaventata e aveva confidato tutto alla mamma. I genitori, separati, avevano deciso di comune accordo di sporgere denuncia nei confronti del 65enne. Ed è a quel punto che viene a galla la relazione che la sorella più grande aveva intrattenuto con il patrigno. La scoperta è casuale, e salta fuori quando la più piccola legge alcuni messaggi nel telefonino della più grande. Entrambe le due ragazzine, difese dall’avvocato Anna Baggio, sono state sentite, in audizione protetta e hanno confermato tutto l’orrore vissuto.