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5 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:18
La concessione delle basi in Italia alle forze statunitensi impegnati nelle operazioni militari in Iran. La mancata condanna, da parte del governo, dell’intervento americano e israeliano. Ma anche l’assenza in Parlamento della premier Giorgia Meloni. Sono i punti cardine del duro scontro politico tra esecutivo e opposizioni andato in scena nelle aule di Camera e Senato, dove oggi sono andate in scena le comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto e del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. A Montecitorio è stata approvata la risoluzione di maggioranza, che non cita mai né gli Usa né Israele: non sono mancati momenti di tensioni, tra urla, interruzioni e dibatti accessi. È servita la protesta delle opposizioni per portare il ministro Crosetto a definire “fuori dalle regole internazionali” gli attacchi di Washington e Tel Aviv. Una posizione inedita da parte del governo, espressa solamente sei giorni dopo lo scoppio della guerra.
Difesa anti-aerea e anti-missilistica per aiutare i Paesi del Golfo colpiti dai missili iraniani e i nostri contingenti militari sul terreno. Schierare assetti nazionali (probabilmente una nave) per tutelare gli Stati Europei da Teheran, cioè Cipro. Ma soprattutto dare il via libera all’utilizzo delle basi americane sul territorio italiano, seppur rispettando i trattati tra Roma e Washington includendo “l’attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico”. Sono questi i tre impegni della risoluzione di maggioranza approvata a Montecitorio, che impegna il governo “a partecipare” allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana” e a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”. La risoluzione parla anche del “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell’area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali“.











