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2 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:40
“La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale“. “Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati, a operazione iniziata“. Il vicepremier Antonio Tajani, insieme al ministro Guido Crosetto, interviene così nella sua audizione alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera sulla situazione in corso dopo l’attacco all’Iran di Stati Uniti e Israele. Fanno il punto sulla crisi in Medio Oriente, ammettono che l’Italia non è stata informata e rispondono alle accuse arrivate al governo da parte dei partiti di opposizione che incalzano i due ministri anche in commissione. Dai due esponenti del governo nessuna condanna all’attacco congiunto Usa-Israele: sì invece alle “ingiustificate e inaccettabili rappresaglie” iraniane ai Paesi del Golfo.
E la tensione sale quando il leader del M5s Giuseppe Conte, parlando di una “escalation imprevedibile” causata da “scelte unilaterali di Usa e Israele su cui Italia ed Europa non hanno avuto alcun ruolo se non quello di ‘osservatori‘”, punta il dito contro la premier (che, dice Conte, “ha dimenticato il nostro tricolore e la Costituzione”), contro il titolare della Farnesina “che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump” e il ministro Crosetto “isolato a Dubai come un turista qualsiasi“: “Sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica“, dice il leader M5s. Durante le repliche Tajani risponde seccato e alzando i toni: “Per quanto riguarda il rapporto con gli Usa ed il tricolore, onorevole Conte, a me Trump non mi ha mai chiamato Tony a lei invece Giuseppi. Io non mi vergogno di niente, ma di cosa mi dovrei vergognare me lo venga a dire.. il cappello era un regalo. Io non sono andato in ginocchio dalla Merkel né da Trump, a dire ‘ci penso io’, come ha fatto lei onorevole Conte, non mi faccio chiamare Giuseppi. La verità fa male”, ha detto il vicepremier. I toni si sono accessi tanto che la presidente della commissione Stefania Craxi è intervenuta per annunciare la sospensione della seduta. La situazione è poi tornata alla calma ed il ministro ha proseguito la sua replica.















