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"Appena siamo saliti abbiamo notato una forte velocità. Poi c'era il caos, urlavano tutti".” ha detto Flores Calderon, compagna di Ferdinando Favia, morto nel deragliamento del tram della linea 9 il 27 febbraio in viale Vittorio Veneto

"Andava fortissimo". Sono queste le parole Flores Calderon, compagna di Ferdinando Favia, morto nel deragliamento del tram della linea 9 il 27 febbraio a Milano in viale Vittorio Veneto. Flores e il compagno sono saliti alla fermata di via Fabio Filzi, oltre un chilometro prima del luogo del disastro. La donna è stata sentita oggi al Reparto Radiomobile della Polizia locale di Milano. “Sono molto dispiaciuta per quello che è successo. Non è possibile che nel 2026 succeda su un tram nuovo. È una cosa veramente grave, non è possibile”, si dispera Calderon, rimasta ferita nello schianto.

“Mi sento ancora male. Sono molto dispiaciuta per tutto quello che è successo. È una cosa incredibile”, dice ai cronisti prima di entrare negli uffici della Polizia locale. E sottolinea più volte il dettaglio della velocità: “Appena siamo saliti abbiamo notato una forte velocità”. Il tram “andava fortissimo, è stato tremendo. Perché un treno deve correre così?”. Dopo il deragliamento “abbiamo visto tutti andare di qua e di là. Un caos. Urlavano tutti, c’era anche un bambino”, racconta tra le lacrime Calderon.