La sofferenza è soprattutto nei consumi nei bar e nei ristoranti, anche a causa di un’estate particolarmente difficile, ma più in generale ricalcando la tendenza generale delle famiglie a tagliare di più le spese ritenute maggiormente superflue e quindi anche le consumazione fuori casa. Qui il Cash & Carry ha perso quasi il 5% e i grossisti l’1,3%. Sono invece calate dell’1,5% le vendite a volume nei canali della distribuzione per i consumi domestici.

È il bilancio del 2025 tracciato da Assobibe sul settore delle bevande analcoliche, che vale 4,9 miliardi di euro e impiega 83mila persone lungo tutta la catena del valore. L’anno, «complesso e dominato da incertezze» ha registrato «una faticosa tenuta, e si è chiuso «con una lieve contrazione dell’1,5% a volume rispetto all’anno precedente, dopo un’estate particolarmente negativa, con agosto che ha toccato una flessione dell’11,3%».

Dopo un trend analogo già registrato nel 2024, con una diminuzione dell’1,4% a volume, il settore, secondo l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia – e relativi ai canali Gdo, Cash & Carry e Grossisti del comparto -continua dimostrare una sostanziale tenuta, seppure in una situazione di grande complessità e in un contesto di rallentamento generalizzato del settore food & beverage italiano».