L'intelligenza artificiale non sostituirà i consulenti finanziari: la guida umana resta fondamentale». A dirlo è Massimo Antonio Doris, presidente di Assoreti, l’associazione delle reti di consulenti finanziari che distribuiscono investimenti in Italia.

Gli ultimi dati su clienti e professionisti, secondo Doris, lo dimostrano. «I consulenti under 35 - spiega - aumentano molto, assieme ai giovani investitori. Una via strategica per gestire il passaggio generazionale della ricchezza e per aiutare l’economia del Paese».

In che modo lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità per l’industria italiana della consulenza finanziaria?

«Alcune evoluzioni sono più rapide di altre. Un esempio è stato internet, che ha trasformato profondamente il modo di lavorare, ma le banche e i dipendenti sono rimasti, perché i clienti vogliono il contatto umano. Lo stesso vale per l’intelligenza artificiale: chi non investirà rischia di essere fuori mercato nei prossimi dieci anni. Al tempo stesso, le banche-reti continueranno a crescere e servire meglio i clienti. Oggi l’IA già rende più efficienti processi complessi, riducendo tempi e costi. I consulenti finanziari hanno strumenti per costruire portafogli bilanciati. Domani, grazie all’intelligenza artificiale, potranno farlo più rapidamente e con maggiore precisione, sempre mettendo al centro le esigenze e il profilo di rischio del cliente: strategico nella gestione del passaggio generazionale della ricchezza e nell’affrontare le sfide legate ai cambiamenti demografici».