VILLAFRANCA PADOVANA (PADOVA) - «Ergastolo», la parola pronunciata dalla presidente della Corte d’Assise di Padova è piombata nel silenzio dell’aula poco dopo le 15 di ieri al termine di cinque ore di camera di consiglio. L’imputato Giacomo Friso di 35 anni, capelli corti e addosso un piumino verde smanicato, non ha mosso un muscolo. Per tutta l’udienza, affiancato dai suoi legali Enrico Cogo e Cesare Vanzetti, ha tenuto sempre la testa bassa. I giudici hanno sposato in pieno la richiesta del pubblico ministero Benedetto Roberti, titolare delle indagini, che rivolto alla Corte ha detto «Ci deve essere giustizia per la famiglia della vittima».
Il 27 aprile del 2024, poco prima dell’alba, Friso a Villafranca Padovana comune di poco più di 10mila abitanti, ha accoltellato a morte il suo amico Michael Boschetto di 33 anni. I giudici, esclusa la circostanza della premeditazione, hanno però tenuto in piedi l’aggravante dei futili motivi. Il 35enne dovrà risarcire il padre di Michael, difeso dal legale Pietro Masutti, con 242 mila e 280 euro. Inoltre è stato interdetto per sempre dai pubblici uffici e dovrà pagare le spese processuali.
Terminata la lettura della sentenza Federico Boschetto, papà della vittima, ha agitato il pugno destro al cielo in segno di vittoria. «Sono contento - ha dichiarato - certo ora mi aspetto che faccia Appello. Per tutto il processo non mi ha mai guardato, mai un solo sguardo». Così anche il suo avvocato: «Sono soddisfatto del risultato».






