Giacomo Friso «accoltellò l'amico Michael Boschetto, ergastolo. Erano come cane e gatto, senza motivo»

Omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi: questa l'accusa per cui Giacomo Friso è a processo di fronte alla Corte d'Assise presieduta dalla giudice Domenica Gambardella

NORDEST > PADOVA

giovedì 29 gennaio 2026 di Nicola Munaro

VILLAFRANCA - Giacomo Friso tiene la testa bassa e lo sguardo fisso sulle gambe mentre ascolta il pubblico ministero Benedetto Roberti chiedere nei suoi confronti la pena dell'ergastolo. Rivolgendosi alla Corte d'Assise di Padova il pm a chiusura di una requisitoria durata quasi tre ore è tranciante: «Non si può uccidere per motivi così futili, per una vecchia questione di una dose di droga non pagata, che chissà se poi è successo davvero, o perché la sua nonna parlava con la nonna della vittima dei relativi problemi di famiglia. L'ultimo litigio tra lui e Michael Boschetto era di due anni prima e l'omicidio arriva a così tanta distanza, non è possibile uccidere una persona per questo».