Campari ha chiuso il 2025 con una crescita organica delle vendite nette del +2,4% a 3,05 miliardi di euro (-0,6% complessivamente). L’effetto perimetro è stato del +0,1%, principalmente guidato da Courvoisier al netto delle cessioni e dei marchi in distribuzione, mentre l’effetto cambio è stato del -3%. L’Ebit rettificato è stato pari a 637 milioni (+5,4% organicamente e +5,3% complessivamente).
Il margine di Ebit-rettificato si è attestato al 20,9%, con un incremento di 60 punti base, mentre l’Ebitda-rettificato è stato pari a 785 milioni (+7,6% organicamente e +7,2% complessivamente) con un margine del 25,7%. L’utile del gruppo è cresciuto del 2,7% a 386 milioni, mentre l’utile del gruppo rettificato è stato pari a 346 milioni (+71,7%). L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 ammontava a 1,95 miliardi, includendo earn-out e put option per un totale di 89 milioni, in miglioramento rispetto al 31 dicembre 2024 di 419 milioni, principalmente grazie alla solida generazione di cassa e all’impatto delle plusvalenze da dismissioni, parzialmente compensate dal pagamento di dividendi per 78 milioni. Il Consiglio di Amministrazione ha proposto all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 0,100 euro per azione, rispetto a 0,065 euro dell’esercizio precedente con un incremento del +54% e un payout ratio del 35%.









