Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

4 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:31

“Duecento franchi bastano!”. È questo lo slogan del referendum al quale i cittadini della Svizzera saranno chiamati a rispondere domenica 8 marzo. I 200 franchi svizzeri (220,2 euro al cambio attuale) sono quelli del canone annuale della tv pubblica Ssr: la proposta è di tagliare di oltre il 40% l’esborso pagato dalle famiglie svizzere, attualmente di 335 franchi (meno di 370 euro) l’anno. Problema: una simile decurtazione del canone significa ridurre di 800 milioni di franchi (poco meno di un miliardo di euro) gli incassi della tv pubblica svizzera, e secondo i sindacati comporta di fatto la fine della Rsi, la Radiotelevisione della Svizzera Italiana che trasmette nella nostra lingua da Lugano. Con pesantissime ricadute occupazionali, sia dirette che nell’indotto. Gli ultimi sondaggi danno in vantaggio il “no” di chi respinge la proposta, ma il margine è risicatissimo e molto dipenderà dagli indecisi.

L’iniziativa popolare “200 franchi bastano! (Iniziativa Ssr)” è una proposta lanciata da un comitato che include esponenti dell’Udc (Unione Democratica di Centro), tra cui il consigliere nazionale Thomas Matter. L’Unione Democratica di Centro Svp-Udc è un partito di destra ed estrema destra nazionalista e ultraconservatore che nelle elezioni federali del 2019 è risultato il più rappresentato al Consiglio nazionale, dove occupa oltre un quarto dei seggi. Per dare un’idea dell’orientamento di Svp-Udc, che dal 1999 ha sempre ottenuto ottimi risultati elettorali federali, c’è la proposta depositata da poco alla Cancelleria federale di Berna, con 114.600 firme raccolte in nove mesi, di una legge per limitare la popolazione a 10 milioni, di fatto bloccando l’ingresso di nuovi immigrati. Il comitato dell’iniziativa “200 franchi bastano!” sostiene che la somma sia sufficiente per un’offerta radio-tv pubblica di base, criticando la Ssr per l’attuale costo ritenuto troppo elevato e per la concorrenza che la Ssr con i media privati.