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Riaperte le indagini sul manager Mps, l'ex premier Renzi contro la Procura di Siena

Ci sono voluti solo 13 anni perché emergesse una verità annegata da pasticci giudiziari, maldestre messinscene e perizie ingannevoli che tutti a Siena conoscevano: David Rossi è stato ucciso. I segreti di Siena sono gli stessi della provincia italiana, da Erba a Garlasco, che un meschino gotha custodisce e guai a chi sgarra. Altrimenti meglio "abbuiare tutto", per dirla con l'incosciente sussurro dell'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini ad Antonino Monteleone delle Iene, trasmissione a cui spetta il merito di aver tenuto accesi i riflettori eppure trascinata a processo a Genova da quella stessa magistratura oggi senese costretta ad ammettere: l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare.

La Procura avrebbe acquisito le relazioni di Ris e medico legale secondo cui Rossi sarebbe stato "sospeso fuori dalla sua finestra, col volto schiacciato tra il filo metallico e la barra anticaduta, trattenuto prima dai polsi e poi solo dal braccio sinistro", come si legge nelle conclusioni della relazione intermedia della Commissione parlamentare di inchiesta presieduta da Gianluca Vinci di Fdi e approvata ieri, con la colpevole assenza di Pd e Cinque stelle, impauriti o imbarazzati, e chissà cosa sia peggio.