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Intanto emerge uno scambio epistolare Siena-Milano sulla riorganizzazione del gruppo

«Rispetto il lavoro dei magistrati, ma mi sembra che sia un'inchiesta basata sul nulla». Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salivini ieri ha rilasciato un commento piuttosto netto sull'inchiesta della Procura di Milano che ha acceso un faro sulla scalata di Mps a Mediobanca. Gli inquirenti sospettano un concerto, ovvero l'esistenza di un patto non dichiarato al mercato, degli azionisti di Mps, Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone, per arrivare al controllo di Piazzetta Cuccia e quindi di Generali. Un'accusa che per i giudici sarà difficile provare, tant'è che Salvini a chi chiedeva se temesse dall'inchiesta effetti clamorosi anche sui titoli in Borsa ha risposto: «No, zero». A meno che non escano nuovi elementi dai materiali acquisiti in seguito ai decreti di perquisizione, certo avrà un suo peso anche il parere della Consob che nelle sue analisi aveva escluso l'esistenza di un patto occulto tra i soci.