Dopo i picchi della crisi energetica del 2022, le bollette domestiche sono scese, ma non abbastanza. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), nel 2024 la spesa elettrica mondiale delle famiglie ha superato per la prima volta i mille miliardi di dollari, mentre le bollette risultavano ancora circa il 4% più alte in termini reali rispetto al 2019. La pandemia prima e la guerra in Ucraina poi hanno innescato una fase di volatilità estrema, con tariffe cresciute del 16% nel 2022 e forti pressioni inflazionistiche. Da allora il petrolio ha allentato parte delle tensioni grazie a un surplus globale di offerta, ma il gas naturale resta il vero nodo: i prezzi residenziali in Europa e Giappone sono ancora tra il 10% e il 30% sopra i livelli pre-crisi in termini reali.

Spesa energetica annuale delle famiglie nelle economie avanzate e in via di sviluppo, 2019 - 2025

In Europa, in particolare, il prezzo nominale del gas domestico – cioè il costo effettivo in bolletta – era nel 2024 circa il 65% più alto rispetto al 2019, mentre elettricità e benzina risultavano più care rispettivamente del 30% e del 15%. Una parte di questi aumenti riflette l’inflazione generale, ma una parte è specifica dell’energia, cioè legata a rincari dei combustibili superiori alla media dell’economia. Per valutare l’impatto sulle famiglie bisogna considerare anche redditi e consumi. Nel 2024 la famiglia europea tipo destinava circa il 10% del reddito all’energia, una quota simile al 2019 non perché i prezzi siano tornati normali, ma perché salari in crescita, consumi ridotti e misure pubbliche di sostegno hanno in parte compensato gli aumenti. Negli Stati Uniti, dove gas ed elettricità costano meno, la quota media si colloca intorno al 6-7%, mentre in molti Paesi emergenti è difficile fare confronti perché il problema principale resta l’accesso all’energia.