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4 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:23

“Io ho contestato a Tajani il fatto che questo governo sta facendo il servo sciocco degli Usa. E ho ricordato quel cappellino rosso con cui lui girava all’inaugurazione del Board of Peace, dove Tajani era seduto in ultima fila e l’Italia non doveva andarci, perché, dopo il genocidio a Gaza, quello è un affare privato di Trump e un progetto vergognoso di speculazione immobiliare a danno della popolazione palestinese“. Così, a Dimartedì (La7), il leader del M5s Giuseppe Conte commenta le tensioni esplose col ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante la sua audizione congiunta col titolare della Difesa Guido Crosetto sulla situazione in Iran.

Conte sottolinea che da quell’incontro nella sala Convegni di Palazzo Madama non si è capito nulla della posizione del governo Meloni: “Vorrei ricordare che loro hanno cambiato completamente la prospettiva la linea di politica estera rispetto a quello che sostenevano prima, ma non è la prima volta. Qual è il vero tema oggi? Che l’Italia conta ancora meno perché con gli alleati devi spiegare subito qual è la tua posizione. Il governo Meloni – continua – avrebbe dovuto dire subito agli Usa: ‘Avete fatto un attacco all’Iran che è in violazione del diritto internazionale, come in Venezuela. Allora le basi italiane non ve le concediamo, perché la nostra Costituzione non ce lo permette: io non posso assecondare una rottura del diritto internazionale, non sono il vostro servo sciocco”.