Gli ex Pci poi Pds e via di seguito con un po' di campo largo.
Tutti alla Camera di commercio di Roma per celebrare i 90 anni di Achille Occhetto, il segretario che cambiò nome e volto al più grande partito comunista d'Occidente. Per lui, questi sono giorni di riconoscimenti e cerimonie. Non è sempre stato così. Quel passaggio storico, quella rottura post crollo del Muro di Berlino, lasciò ferite anche profonde. Col tempo però, sembra che la polvere si sia deposita anche su quelle.
Fotoracconto
I 90 anni di Occhetto, protagonista della svolta della Bolognina del Pci
E infatti la segretaria del Pd Elly Schlein è intervenuta con un riconoscimento mica scontato: "Credo che la comunità che ora guido debba moltissimo a Occhetto, più di quanto gli sia stato riconosciuto, più di quanto Achille ammetterebbe. Senza quel coraggio, quella capacità di guardare avanti tenendo strette le radici, oggi non saremmo qui dove siamo, non ci sarebbe nemmeno il Pd". Applausi dalle prime file e anche da quelle dietro. In sala erano seduti successori di Occhetto e predecessori di Schlein come - in un elenco che rischia di essere fallace e di andare in ordine sparso - Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Piero Fassino, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, relatori come l'ex avversario Pier Ferdinando Casini o Francesco Rutelli, volti storici della variegata galassia comunista come Fabio Mussi, Luciana Castellina e Ugo Sposetti, leader attualissimi del campo largo come Nicola Fratoianni di Avs. E poi un'infinità di altri.









