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Il racconto dell'ex imputato di Mani Pulite

Sergio, a me lo dici cosa voti al referendum? "No, non te lo dico". Intorno a Sergio Cusani (foto), la sala della Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele è un carnaio di persone in attesa della firma dell'autore su "Il Colpevole", il libro in cui Sergio Cusani ha raccontato il suo lungo viaggio nella giustizia ai tempi di Tangentopoli. Delle migliaia di imputati dei processi di Mani Pulite, è stato l'unico a farsi cinque anni di carcere. Era colpevole, ma non era l'unico colpevole. E allora perché solo lui? Perché è stato l'unico a non "cantare", a non scendere a patti con i pm della Procura di Milano. Così forse non c'è bisogno che Cusani dica per chi vota. Perché per lui parla il suo libro, che è la storia di un pezzo della finanza e della politica italiana. Ed è un formidabile atto d'accusa contro una giustizia che vedeva giudici e pubblici ministeri alleati nell'imporre il patto scellerato: se vuoi uscire, devi inguaiare qualcun altro. Quei cinque anni di galera, ieri sera Cusani li spiega così: "Mi sono rifiutato di assecondare il metodo mercantile di alcuni magistrati della Procura di Milano: se mi dai qualcosa ti do qualcosa. Ho messo in campo i miei principi e non ho derogato".