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Il volto storico di Mani Pulite ricorda di essere sempre stato favorevole alla separazione delle carriere fin dalla passaggio del sistema inquisitorio all'accusatorio del 1989 e sottolinea: "L'Anm è ferocemente contraria all'Alta Corte di Giustizia e al sorteggio del Csm"

Il voto in Senato di giovedì 30 ottobre ha spalancato le porte alla possibilità di organizzare un referendum confermativo sul disegno di legge costituzionale sulla giustizia, voluto fortemente dal ministro Carlo Nordio, che prevede - tra le varie norme - l'introduzione della separazione delle carriere dei magistrati. L'approvazione della riforma ha visto delle pesanti spaccature tra le forze di opposizione: non solo all'interno delle Aule del Parlamento, per cui Italia Viva si è astenuta e Azione ha addirittura sempre votato a favore in tutte e quattro le letture, ma anche al di fuori degli ambienti frequentati attualmente dai rappresentanti eletti. Tra coloro che si sono espressi fin d'ora al Sì al quesito referendario ci sono infatti diversi nomi e volti storici della sinistra che hanno deciso di non sposare le direttive di partito giunte dal campo largo sul No al provvedimento della maggioranza di centrodestra.