La griglia che cede all’improvviso, il corpo che cade nel vuoto. Loris Costantino, dipendente della ditta dell’indotto Gea power, è morto così, all’interno dell’ex Ilva di Taranto, precipitando da un’altezza di circa 15 metri. L’immagine del piano di calpestio dell'area Agglomerato attorniato da cumuli di polvere è stata pubblicato da Veraleaks. "Un passo nel vuoto", scrive l’attivista Luciano Manna. "Si cammina sul vuoto per pulire quei cumuli di polveri nel reparto agglomerato e il lavoratore Loris non c'è più. Avevamo già depositato più volte in Procura, diversi anni fa, proprio questi cumuli e questi nastri del reparto Agglomerato che perdono materiale in ogni punto", aggiunge. Ricordando che domani, mercoledì 4 marzo, l’appuntamento è a Palazzo di città, alle 10, per andare in procura a depositare un’ulteriore denuncia "per chiedere di processare i responsabili di questo incidente e gli eventi emissivi di febbraio causati da afo 2 e 4".
E a Taranto, nel siderurgico, oggi è il giorno della rabbia: i lavoratori sono in sciopero dalle 12,30 di ieri a seguito dell’incidente costato la vita all’operaio 36enne. I sindacati hanno occupato la direzione aziendale di Acciaierie d’Italia, perché, spiegano, "la situazione all'interno dello stabilimento siderurgico è diventata insostenibile e la riprova sono i comunicati da parte dei rappresentanti della sicurezza che in questi mesi hanno costantemente denunciato una grave condizione in cui versano gli impianti". Per cui anche oggi, per tutto il primo turno, i lavoratori incrociano le braccia.











