Le parole arrivate oggi da Esmaeil Baqaei segnano un salto di qualità nello scontro tra Teheran e l’Occidente: «Sarebbe un atto di guerra». Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha infatti messo in guardia i Paesi europei dall’aderire in qualunque forma alla campagna israelo-americana contro la Repubblica islamica, avvertendo che ogni partecipazione verrebbe considerata «complicità con gli aggressori» e dunque «atto di guerra contro l’Iran». La minaccia è diretta e senza ambiguità, ma non nasce nel vuoto: è la risposta a un clima già incendiato dagli sviluppi delle ultime 48 ore e, soprattutto, dalla tensione esplosa attorno a Cipro, divenuta un altro epicentro della crisi. Dei droni iraniani (lanciati dal Libano) hanno raggiunto l’isola, costringendo all’annullamento della riunione informale dei ministri degli Affari europei prevista nel Paese, che detiene la presidenza di turno dell’Ue. Obiettivo dichiarato sarebbero le basi britanniche di Akrotiri, finite nel mirino dopo la decisione di Londra di concedere ulteriori avamposti agli Stati Uniti. Il messaggio è chiaro: la crisi non resta confinata al Medio Oriente, ma lambisce direttamente il territorio europeo, ed è questo il punto di rottura che spiega il tono ultimativo di Teheran verso le capitali del Vecchio continente.
Iran, arriva la minaccia all'Europa: “Atto di guerra”. Si rischia una nuova escalation
Le parole arrivate oggi da Esmaeil Baqaei segnano un salto di qualità nello scontro tra Teheran e l’Occidente: «Sarebbe un atto di ...













