Il leader iraniano Ali Khamenei ha dichiarato che le recenti proteste contro il governo sono state paragonabili a un colpo di Stato, poiché "hanno attaccato la polizia, le banche, le basi delle Guardie Rivoluzionarie, gli edifici governativi e le moschee, e hanno bruciato il libro sacro Corano".
"Abbiamo represso il colpo di Stato", ha aggiunto, citato da Mehr.
Khamenei ha poi lanciato l'allarme su una "guerra regionale" in caso di attacco da parte degli Usa. "Gli Stati Uniti devono essere consapevoli che qualsiasi attacco contro l'Iran porterà sicuramente a una guerra nella regione", ha affermato.
"L'Iran non attaccherà alcun Paese, ma infliggerà un duro colpo a chiunque lo attacchi", ha aggiunto. "Non è una novità che a volte si parli di guerra, di aerei, navi e tutto il resto. In passato, gli americani hanno ripetutamente minacciato e affermato che tutte le opzioni sono sul tavolo, compresa quella della guerra", ha detto, parlando in occasione dell'inizio dei dieci giorni di celebrazioni statali per l'anniversario della Rivoluzione Islamica del 1979, l'11 febbraio.
Donald Trump, però, rifiuta di dire se abbia deciso o meno come procedere, affermando che l'Iran starebbe parlando con la sua amministrazione in modo serio: "Mi auguro di negoziare qualcosa che sia accettabile", ha detto il presidente.







