L'incubo dell'infortunio, il lungo e difficile percorso di risalita, la "rinascita" sul parquet. Otto mesi nella vita di Matilde Villa che "La Giornata Tipo" riferimento per chi segue e ama il basket in collaborazione con la Lega Femminile ha raccontato nello speciale «Oltre l'infortunio. La rinascita di un talento» dedicato alla stellina di Lissone. Un documentario pubblicato alla vigilia di gara3 del play-in di Eurolega contro Schio nel quale Villa viene raccontata nel suo dolore, nel viaggio intimo con protagonista quel parquet che, da quel 25 maggio 2025 durante l'amichevole contro il Belgio costatole la rottura del crociato del ginocchio destro, è sempre stato comunque la spinta per ritornare. «Ho sempre cercato di essere positiva, di controllare quello che potevo controllare. Poi i dubbi, a partire dal chiedermi se ritornerò quella che ero. E i momenti di down nei quali famiglia e compagne hanno cercato di farmi ragionare». Nel racconto anche le compagne (emozionate) che hanno vissuto dolore e rinascita: da Lorela Cubaj a Mariella Santucci un infortunio analogo l'anno precedente e quando ha messo al collo il bronzo europeo l'ha dedicato all'amica agli allenatori Andrea Mazzon e Michele Dall'Ora. Un concentrato di vissuto e intimità dal percorso riabilitativo con le camminate in stampelle nei corridoi dell'ospedale alle immagini "rubate" in casa con alcune compagne al momento della chiamata al draft WNBA. Villa è l'unica nella storia del basket italiano (femminile e maschile) ad aver segnato 36 punti in una partita di serie A a 15 anni, ma soprattutto è una 21enne dal talento cristallino che agli dei del basket ha già immolato otto mesi di una carriera comunque all'inizio.
Matilde Villa, dall'infortunio alla rinascita: «Ho sempre cercato di essere positiva. Nei momenti di down, famiglia e compagne hanno cercato di farmi ragionare»
L'incubo dell'infortunio, il lungo e difficile percorso di risalita, la "rinascita" sul parquet. Otto mesi nella vita di Matilde Villa che "La Giornata Tipo"...







