Nessun segreto sulla sua presenza a Dubai, anzi.

A sentire Guido Crosetto l'errore semmai è stato quello di voler restare lì: "Forse ho sbagliato, chiedo scusa, ma c'erano i miei due figli e volevo restare con loro".

Il ministro della Difesa lo ripete più volte nelle oltre due ore di audizione (insieme con il titolare della Farnesina Antonio Tajani) nelle commissioni riunite di Camera e Senato, dopo l'attacco di Usa ed Israele all'Iran. Parallelamente all'escalation militare a Teheran a tenere banco in Italia è stata proprio la presenza del titolare della Difesa a Dubai, notizia al centro degli attacchi dell'opposizione. Nessun blocco dovuto ai bombardamenti, mette in chiaro Crosetto di fronte alla richiesta di chiarimenti sulla sua presenza negli Emirati.

Notizia che avrebbe sorpreso anche la premier Giorgia Meloni, per niente contenta della sortita del ministro, si commenta in alcuni ambienti di maggioranza. Una situazione che sembra essere confermata - si aggiunge nei medesimi ambienti - dalla sua flebile difesa d'ufficio in una intervista tv: "Posso dire che Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro".

Il titolare della Difesa prova a fare ordine chiarendo di aver "valutato, e neanche da solo", di partire per Dubai per raggiungere la sua famiglia e intervallare qualche giorno di vacanza con incontri istituzionali senza gravare sulle casse dello Sato: "Sono partito a livello privato e ho fatto le cose che dovevo fare a livello istituzionale. L'ho reso pubblico io che ero lì", dice Crosetto che poi precisa "restare bloccato è stata una mia scelta". I bombardamenti, a sentire la sua spiegazione insomma, non c'entrano nulla. Il ministro racconta poi di aver dormito in un bunker e di aver passato la giornata successiva a rassicurare gli italiani presenti lì.