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Il presidente del comitato chiude alla trasparenza sui donatori e attacca la riforma: “È punitiva verso la magistratura”
Chi finanzia il Comitato del No al referendum? Una domanda che in tanti si fanno, ma destinata a rimanere senza risposta. Dopo le polemiche delle scorse settimane, il presidente del comitato Enrico Grosso ha ribadito: "Se daremo i nomi dei finanziatori? Assolutamente no, rispetteremo il nostro regolamento che è conforme alla normativa sulla privacy". Il costituzionalista ha poi rilanciato: "Tutto questo interesse nei nostri confronti vorrei fosse ugualmente tenuto nei confronti di altri finanziamenti ampiamente superiori".
Insomma, gli sponsor del Comitato resteranno nell’ombra, nonostante il "potenziale conflitto di interessi tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto all'Anm" denunciato dall’azzurro Enrico Costa in un’interrogazione parlamentare. Nel corso del suo intervento al Forum Ansa, Grosso ha evidenziato: "Abbiamo un regolamento interno che stabilisce che noi accettiamo un contributo da 20 a 100 euro da parte di cittadini comuni garantendo la privacy della sottoscrizione". E ancora, citando Costa: "L'onorevole Costa paventa che il giudice possa non essere imparziale con il cittadino che ha dato contributo, ma noi tuteliamo il cittadino garantendo la privacy. È mal posta la questione. Non accettiamo contributi da chi abbia avuto contatti con la politica e del valore di non oltre 100 euro perché vogliamo i finanziamenti dal basso".






