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Le toghe lanciano il "Comitato a difesa della Costituzione" contro la riforma della giustizia. Ma si indispettiscono se qualcuno osa accusarle di fare politica
Le vacanze hanno portato consiglio, e così l'Associazione nazionale magistrati si prepara alla guerra mediatica contro il governo. Nel mirino c'è sempre la separazione delle carriere, una delle promesse contenute nel programma del centrodestra e che a breve diventerà finalmente realtà. Dopo l'iter parlamentare, è previsto il referendum nella primavera del 2026. Il fronte del "no" sta affilando le armi, e l'Anm non poteva far mancare la propria partecipazione.
Oggi si muove il primo passo formale per contrastare la riforma della giustizia. A Roma nasce il Comitato a difesa della Costituzione dell'Anm, convinta che la partita sia apertissima e che alle urne sarà possibile assistere al trionfo del "no". Alla fine è stato scelto di fare un comitato proprio, a cui potranno aderire i singoli e non altre associazioni. Il presidente Cesare Parodi ha auspicato un dialogo positivo e costruttivo con gli altri comitati: "Abbiamo preferito non lasciare nessun dubbio sulla nostra appartenenza e sul nostro desiderio di difendere da soli - ma con tutti i singoli che ci vorranno aiutare - la nostra posizione".






