Lo attraversiamo quasi senza pensarci, a volte frettolosi, altre abbagliati da tanta abbondanza. Senza pensare che l’ipermercato racconta molto di noi. Come scegliamo i prodotti, cosa mettiamo nel carrello, come affrontiamo l’attesa, schierati davanti alle casse: tutte cartine di tornasole che parlano di noi. Ne è convinta la francese Annie Ernaux, premio Nobel per la letteratura, che nel 2014 ha pubblicato “Guarda le luci, amore mio”: dopo un anno di osservazione fra le corsie degli “iper”, per trarre da quella libera rassegna di osservazioni una riflessione narrativa su quello che è uno dei teatri del nostro vivere collettivo. Michela Cescon ha fatto di quel libro uno spettacolo, affidandolo all’interpretazione di Valeria Solarino e Silvia Gallerani. L’allestimento arriva oggi al Gobetti.

Valeria, com’è nato questo progetto?

«Michela ammirava molto Ernaux e quando si è imbattuta in “Guarda le luci amore mio” ha pensato che fosse quello giusto per il teatro e mi ha proposto di farlo. Lavorare con lei era qualcosa che mi incuriosiva da tempo».

Come si può raccontare lo spettacolo?

«È un diario, una raccolta di osservazioni. L’autrice sceglie un ipermercato come luogo della realtà, della vita, per raccontare la società: le differenze sociali che si intuiscono guardando cosa c’è nel carrello di una persona, il modo in cui si consuma, si compra, si aspetta in fila».