Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 10:15
Quanto più si abita vicino a una centrale nucleare tanto più alto sembra essere il rischio di ammalarsi di cancro. Un nuovo studio della Harvard T.H. Chan School of Public Health, pubblicato sulla rivista Nature Communications, confermano i timori sui pericoli di vivere in prossimità di un impianto atomico proprio quando si sta iniziando a valutare il nucleare come possibile soluzione alla crisi climatica.
Lo studio, il più vasto del ventunesimo secolo condotto negli Stati Uniti, ha analizzato ogni singola contea americana e ogni centrale nucleare operativa sul territorio. Il team di ricercatori, guidato dal professor Petros Koutrakis, ha passato al setaccio i dati di 18 anni. Gli scienziati hanno applicato un metodo chiamato “prossimità continua”, che valuta la vicinanza di ogni contea agli impianti nucleari e tiene conto dell’influenza combinata di più impianti vicini, anziché esaminarne uno solo.
Le informazioni sull’ubicazione e le date di operatività degli impianti negli Stati Uniti, insieme ad alcuni impianti in Canada, provenivano dalla US Energy Information Administration. I dati sulla mortalità per cancro a livello di contea sono stati ottenuti dai Centers for Disease Control and Prevention. Le conclusioni non possono essere ignorate: il rischio cancro diminuisce man mano che ci si allontana dall’impianto. Secondo le stime dello studio, circa 115.000 decessi per cancro avvenuti nel periodo analizzato (circa 6.400 all’anno) potrebbero essere associati alla vicinanza con le centrali. Il dato più inquietante riguarda la popolazione anziana, dove il legame tra residenza e malattia appare ancora più marcato.








