Architetto, naturalista, giornalista, deputato, pittore e scrittore: Fulco Pratesi nella sua vita è stato tanti uomini, e tutti in un modo o nell'altro hanno contribuito a cambiare il mondo in cui viviamo.

Dal 4 al 12 marzo curiosi e appassionati potranno conoscere meglio la parte artistica del suo lavoro, nella mostra 'L'Arte della Natura - Dipinti e taccuini di Fulco Pratesi', che sarà inaugurata martedì 3 marzo nel corridoio degli Atti parlamentari della Biblioteca della Camera dei deputati 'Nilde Iotti'.

L'esposizione - a cura di Francesco Petretti, Francesco Pratesi e Alessandra Fenizi con la collaborazione di Alfonso Mongiu ed Emanuele Martinez - ricorda Fulco Pratesi ad un anno dalla sua scomparsa ed è stata promossa dal vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, e patrocinata da Italia Nostra e Wwf Italia. Vengono ripercorsi la sua vita e il suo impegno attraverso una serie di opere che ben ricordano quell'amore per la natura che lo portò 60 anni fa, nel 1966, a fondare il Wwf Italia.

Perché l'arte principale che si potrà vedere alla Biblioteca non è altro che quella del mondo intorno a noi. Lo si vede nella dolcezza ed ironia di titoli come "Il Porciglione" (1968) o la buffa "Anatomia di una gallina" (1970 circa). C'è un vero e proprio 'habitat del cuore' di Pratesi nei suoi disegni e appunti: splendido "Gechi, falene e altri insetti attorno a una lampada notturna" (1984), affascinante "La caccia del falco pescatore", fino ad arrivare a un taccuino in cui è raffigurato un cervo sardo sul Monte Arcosu, in Sardegna. Poi, alcune delle tavole che accompagnavano la rivista da lui diretta, 'L'Orsa', e dei quadri che arredavano la sua abitazione.