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Ultimo aggiornamento: 6:52

E-family, Home Care Premium e sostegno al caregiver. Parole difficili che coprono il baratro di chi deve far quadrare i conti per assistere un congiunto gravemente disabile. Tristemente noti i ritardi e i disservizi nel sociale italiano: mentre si pavoneggiano inneggiando al progresso con quella beffa di riconoscimento della figura (sfigurata dalla politica) del caregiver, si posa sulle nostre spalle – già pesantemente caricate – anche il bando E-family mancato e quella follia del nuovo meccanismo Inps per Home Care Premium.

Il bando E-family della Regione Lazio. Ricordate la piattaforma lampo del 2025? Durata circa due ore e fondi esauriti? Era grasso che cola considerando che il dott. Maselli, assessore regionale ai Servizi sociali, e tutto il suo entourage garantiscono il nuovo bando da mesi ma non si vede luce. E neanche l’ombra. Tante voci da lotteria sui nuovi criteri che ignorano la stessa esistenza del Por e della normativa europea.

Volevano allora aggrapparci all’Home Care Premium che già di per sé è rivolto solo ai dipendenti pubblici e loro congiunti. Nulla di fatto. Anche qui Inps sceglie il disservizio e cambia le procedure: rimborsi ogni 5 mesi. Quindi il ragionamento è il solito di sempre: sei beneficiario di un aiuto perché dimostri di avere un disagio economico? Io Stato ti garantisco un contributo per assumere un lavoratore, tu lo assumi ma ti do i soldi ogni 5 mesi (hcp) o non rinnovo il bando (E-family) o ti garantisco grandi novità (caregiver). Risultato? Chi ha assunto ora ha contratto debiti o per pagare o perché dovrà pagare dopo. E deve licenziare. I lavoratori, perdendo ogni forma di certezza, devono andare a casa e senza Naspi perché i contratti così brevi e già miseri non garantiscono nessun welfare concreto e serio.