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Il Pd e il M5s chiedono che l’Italia condanni l’attacco americano e israeliano per la liberazione dell’Iran. E Salis ne approfitta per chiedere l’uscita dell’Ue dalla Nato
Una parte della sinistra italiana in queste ore si rattrista per l’attacco che ha portato alla morte dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dello Stato islamico. Un paradosso che stride con i festeggiamenti in piazza degli iraniani per la sua morte, perché sperano che per loro ora si apra una stagione di rinnovamento e di pace. Sono stati uditi cori per Trump per le vie di Teheran ma Marco Travaglio nel suo editoriale parla di “attacco criminale e illegale di Usa&Israele all'Iran”. E non è certo l’unico, anzi, è in ottima compagnia perché anche Ilaria Salis utilizza le stesse parole: “Attacchi criminali”. Ma lei alza ancora il tiro e sostiene che siano stati condotti “dall’asse fascio-genocidiario” rappresentato comunque da Stati Uniti e Israele.
In questo contesto, nella lettura geopolitica di Salis, l’Unione europea dovrebbe “rompere con la Nato” e ignorando tutte le conseguenze che deriverebbero dalla rottura del patto atlantico, sostiene che dovrebbe “affermare una politica estera autonoma”. La Russia, e non solo, ringrazierebbero calorosamente. E promette, Salis, “noi, dal basso e da sinistra, dobbiamo lottare perché questo diventi possibile”. Ha ritrovato la voce anche Giuseppe Conte nelle ore successive all’attacco in Iran che ha portato alla morte dell’ayatollah, schierandosi esattamente come Italia Salis: “L'Italia e l'Europa si schierino contro azioni di attacco unilaterali come quelle di Usa e Israele che stanno scatenando la reazione dell'Iran”.






