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Otto anni alla guida dell’Iran tra scontro con l’Occidente, proteste interne e isolamento internazionale: l’ex presidente sarebbe morto durante l’offensiva che ha colpito il cuore del potere iraniano

Mahmoud Ahmadinejad è stato una delle figure più note e più controverse della politica iraniana e mediorientale degli ultimi vent’anni. Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran dal 2005 al 2013, si è distinto per un nazionalismo duro, posizioni frontali verso Stati Uniti e Israele e una retorica incendiaria.

Ieri, nel corso dell’operazione militare su vasta scala condotta da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran, la sua residenza a Teheran è stata colpita e, secondo fonti di stampa internazionali e media regionali, Ahmadinejad è rimasto ucciso, chiudendo una lunga fase di presenza politica e simbolica nel Paese. L'agenzia di stampa iraniana Labor News Agency sostiene che l'attacco ha colpito la sua residenza a Narnak, nella zona nord-orientale di Teheran, uccidendo lui e diverse guardie del corpo. Secondo quanto riportato, l'attacco è avvenuto probabilmente nella tarda serata di sabato.