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1 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:33

“Sull’immigrazione è stato il disastro più assoluto, finito con gli omicidi degli scherani dell’Ice e poi gli 80mila posti di lavoro persi in un anno come non succedeva dai tempi della Grande Depressione, per non parlare degli Epstein Files. Non gli resta che ricorrere a qualche colpo di teatro dal crescente effetto-shock”. Chi parla è Paul De Grauwe, economista della London School of Economics: in un’intervista a Repubblica, si dice convinto che “anche in questo settimo attacco armato lanciato da Trump, portato al massimo livello e alla massima visibilità mediatica, c’è alla base la componente del diversivo”. Dunque, usare l’attacco all’Iran come arma di distrazione di massa: per De Grauwe “sono troppi i colpi a vuoto che sta mettendo a segno in patria, specialmente nell’economia, a partire ovviamente dalla vicenda dei dazi appena bocciati dalla Corte Suprema“. E dallo scandalo degli Epstein Files, nell’ambito dei quali è stata anche interrogata la coppia Clinton. “È la prima volta che la guerra coinvolge praticamente tutti 1 Paesi dell’area del Golfo, accomunati dal tragico disagio di dover far passare le petroliere attraverso lo stretto di Hormuz, proprio il braccio di mare che gli iraniani hanno chiuso con imprevedibili conseguenze”, prosegue l’accademico che sposa la teoria del diversivo, per una guerra sulla quale in Congresso Usa – peraltro – non si è ancora espresso e, probabilmente, non lo farà prima di mercoledì.