Turisti in cerca di una fuga dall’inverno, habitués, lavoratori che fanno avanti indietro da Dubai e dal Golfo, le decine di migliaia che lì hanno scelto di vivere. “Il problema vero – ha ammesso anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani – è il numero degli italiani in zona”. I nostri connazionali per caso o per scelta negli Emirati o negli altri Paesi dell’area, sostiene, “non corrono gravi pericoli”, ma anche fra chi è lì da lungo tempo inizia a crescere la paura.

"Riportare a casa i turisti”

Gli attacchi su Dubai continuano, anche ad Abu Dhabi è stato colpito un grattacielo non lontano dall’ambasciata, ci sono feriti in Qatar, è stato colpito anche l’Oman, mentre nei cieli il conflitto è in corso, dall’Iran continuano ad arrivare salve di missili ed è impossibile dire oggi quando verrà riaperto lo spazio aereo e quando chi è lì avrà la possibilità di tornare a casa. Incluso il ministro della Difesa Crosetto, che a Dubai era arrivato per questioni familiari, all’insaputa dei servizi, e lì è rimasto incastrato dall’azzeramento dei voli. “Non lo sapevo”, ha affermato Tajani, dicendosi pronto a riferire in Parlamento. Ma adesso, la priorità, sostiene, è “rimanere in contatto con Oman ed Emirati Arabi Uniti, per affrontare tutta la questione degli italiani che devono partire comunque da Dubai, soprattutto i turisti, che sono occasionali e che sono i più preoccupati”.