Se lo scopo dichiarato di Usa e Israele era il cambio di regime in Iran, la Guida Ali Khamenei era necessariamente tra gli obiettivi da colpire nei raid sul Paese.
E così è stato: dopo una giornata di voci e smentite è arrivata la notizia della sua eliminazione, insieme alla nuora e al genero.
Fin dalla guerra dei 12 giorni dello scorso anno, gli attuali dirigenti di Teheran si aspettavano un nuovo attacco israelo-americano e, secondo diverse fonti interne al regime, il leader in persona avrebbe messo a punto un piano di emergenza per garantire la sopravvivenza del sistema anche nel caso che lui venisse assassinato, o rapito, come avvenuto al presidente venezuelano Nicolas Maduro.
L'iniziativa rispecchierebbe le grandi capacità organizzative che hanno permesso a Khamenei di rafforzare la sua rete di comando in tutti i gangli vitali del sistema - a cominciare dai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione - durante i 37 anni trascorsi nel ruolo di Rahbar (Guida, appunto), riuscendo così a compensare le scarse credenziali religiose. Quando il fondatore della Repubblica islamica, Ruhollah Khomeini, lo indicò come suo successore, nel 1989, Khamenei non era infatti nemmeno ayatollah.
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